martedì 2 giugno 2015

Facebook Chronicles - te la spiego io l'Italia

Nababbo

2 giugno 2015






Capita, mentre leggi "Viaggio sentimentale lungo la Francia e l'Italia", un romanzo del 1768 di Lorenzo Sterne, che nelle note a margine redatte dal Foscolo, occupatosi anche della traduzione dall'inglese, si faccia riferimento ad un libro dello stesso anno scritto da Giuseppe Marco Antonio Baretti.
Un libro scritto per ripicca.
“Vo’ rispondere ad uno d’un certo Samuello Sharp, cioè ad un Viaggio che costui ha stampato, in cui strapazza l’Italia soverchiamente, trattando tutti gli uomini nostri di becchi, di fanatici e d’ignoranti, e tutte le nostre donne di puttanacce e di superstizione”.
L'ira del Baretti nasce da ciò che il simpatico Sharp scrive nel suo "Letters from Italy" degli usi e costumi nel nostro paese che lui, da bravo inglese imperialista qual era, pensava fossero importanti da segnalare ai propri connazionali.
Degno di menzione il sottotitolo: un avvertimento ai gentiluomini che passano le Alpi, nel loro giro per l'Italia.
Il moto d'orgoglio spinse così il Baretti a scrivere il suo "An Account of the Manners and Customs of Italy: With Observations on the Mistakes of Some Travellers, With Regard to That Country" direttamente in inglese e a pubblicarlo proprio a Londra.
La vera chicca è però che la versione italiana sarebbe apparsa solo nel 1818 ad opera di Girolamo Pozzoli, colpevole però di averlo tradotto da una precedente versione in francese, liberamente adattata da un malefico gianfransuà che l'aveva "impreziosita" di una sua visione ancor meno lusinghiera del popolo italiano, come pare fosse di moda all'epoca.
La fine della storia?
Solo nel 2003 è divenuta disponibile una fedele traduzione in italiano dell'opera originale del Baretti, che figlia di un moto d'orgoglio nazionale soffriva per più di 200 anni le calunnie inglesi e francesi.
Italiani, ben inquadrati dal resto d'Europa da sempre.

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